MANIFESTO DI CHICAGO '91
GATE
ITALIA: Manifesto
Noi
siamo educatori, genitori e cittadini di diversa estrazione culturale e sociale
che condividono una comune visione sul futuro dell’umanità e della vita sulla
terra.
Noi
crediamo che i seri problemi riguardanti il sistema educativo moderno dipendano
da una sostanziale crisi della nostra cultura. La visione del mondo industriale
e tecnologico che predomina attualmente è incapace di rispondere alle carenze
sociali e planetarie che oggi dobbiamo affrontare in modo umano e che incoraggi
la vita. Noi crediamo che i nostri valori e la nostra cultura dominante, avendo
dato molta più enfasi alla competizione piuttosto che alla cooperazione, allo
sfruttamento piuttosto che alla conservazione delle risorse, alla burocrazia
piuttosto che alle relazioni umane autentiche , siano stati tanto distruttivi
per l’esistenza dell’ecosistema quanto per lo sviluppo stesso dell’uomo.
Nello stesso momento in cui analizziamo questa crisi di cultura, noi constatiamo
che i nostri sistemi educativi sono anacronistici e non più funzionali. In
forte contrasto con l’uso convenzionale della parola “Educazione” , noi
crediamo che la nostra cultura deve ripristinare il significato originale della
parola che è: “Far emergere”. In questo contesto , “Educazione”
significa sforzarsi per far emergere le potenzialità presenti in ciascun
individuo come soggetto unico ed irripetibile.
.Lo
scopo di questo documento è proclamare una Visione alternativa
dell’Educazione: che è una risposta democratica e positiva della vita ai
mutamenti degli anni ’90 e successivi.
poiché
valorizziamo le differenze ed incoraggiamo un’ampia varietà di metodi,
applicazioni e pratiche, questa è una visione verso la quale gli educatori
possono esprimersi nelle loro diverse modalità. Non vi e un’unanimità
completa su tutti i punti qui presenti neanche in coloro che fra noi hanno
contribuito a questo documento. La visione trascende le nostre differenze e ci
fa puntare verso una direzione che offra una soluzione umana alla crisi della
formazione moderna.
PRINCIPIO
1: EDUCARE PER LO SVILUPPO DELL’UOMO
Noi
asseriamo che il primario, in quanto fondamentale, scopo della formazione è
nutrire le intrinseche possibilità dello sviluppo umano. Le scuole devono
essere i luoghi che facilitano l’apprendimento e lo sviluppo totale di tutti
gli studenti. L’apprendimento deve coinvolgere l’arricchimento e
l’approfondimento dei rapporti con sé stesso, con la famiglia, con i membri
della propria comunità, della comunità mondiale, planetaria e universale.
Queste idee sono state espresse chiaramente e messe in pratica da grandi
pionieri come Pestalozzi, Froebel, Dewey, Montessori, Steiner e molti altri.
Sfortunatamente la “formazione pubblica” non ha mai avuto come suo scopo
primario lo sviluppo ottimale dell’uomo. La letteratura storica esprime
chiaramente che i sistemi scolastici erano organizzati per incrementare la
produttività nazionale inculcando abitudini all’obbedienza, alla lealtà e
alla disciplina. La letteratura della “ricostruzione” e dell’
“eccellenza” degli anni ‘80 e ‘90, continua ad essere impregnata
dall’interesse per la produttività e la competitività dell’economia
nazionale e cerca di mettere le abilità ed i sogni delle future generazioni al
servizio dello sviluppo economico.
Noi
crediamo che lo sviluppo umano deve essere raggiunto prima di quello economico.
Noi chiediamo una rinnovata rivisitazione dei valori umani che sono stati erosi
dalla cultura moderna, quali: armonia, pace, cooperazione, comunità, onestà,
giustizia, uguaglianza, compassione, comprensione e amore. L’essere umano è
più complesso, più ampio del suo ruolo di lavoratore e cittadino. Se una
nazione, attraverso le sue scuole, la sua politica di benessere dell’infanzia
e la sua competitività non riesce a far emergere in ognuno la comprensione di sè
stessi, della propria salute emozionale e dei valori democratici, in ultima
analisi il suo successo economico sarà
minato dal collasso morale della società. In verità questo già accade, come
risulta chiaro dal diffondersi della droga e dai pressanti problemi di
criminalità, di alcolismo, di sfruttamento dell’infanzia, di corruzione
politica e commerciale, di alienazione e suicidio di adolescenti e di violenza.
Noi dobbiamo far crescere un essere umano sano in modo da avere una sana società
ed una sana economia. IL sistema economico richiede sicuramente una forza lavoro
preparata. Noi possiamo meglio assicurare questa forza lavoro trattando i
giovani prima come essere umani e poi come futuri lavoratori. Solo persone che
vivono in modo sano, intenso e significativo, possono essere veramente
produttive. Noi chiediamo un grande equilibrio tra i bisogni della vita
economica e questi ideali umani che trascendano l’economia e che sono
necessari ad un agire responsabile.
PRINCIPIO
2: CONSIDERARE GLI STUDENTI COME INDIVIDUI
Noi
chiediamo che ogni studente giovane -e non-venga riconosciuto come unico ed
irripetibile. Ciò significa accogliere le differenze personali ed incoraggiare
in ogni studente un senso di tolleranza, rispetto ed apprezzamento della
diversità. Ogni individuo internamente creativo ha bisogni fisici, emozionali,
intellettuali e spirituali unici e possiede una illimitata capacità di
imparare.
Noi
chiediamo una revisione totale del sistema di classificazione, valutazione e di
standardizzazione degli esami. Noi crediamo che la funzione principale della
valutazione sia di dare un “ritorno “allo studente e di insegnare in modo da
facilitarne il processo di apprendimento. Noi riteniamo che l’obiettivo dei
punteggi (voti) non serva realmente all’apprendimento, né allo sviluppo
ottimale degli studenti. Siamo stati così tanto impegnati a misurare il
misurabile, che abbiamo trascurato questi aspetti dello sviluppo umano che sono
di un’importanza incommensurabile. Inoltre, trascurando importanti aspetti di
tutti coloro che apprendono, i test standard servono anche ad eliminare coloro
che non possono essere standardizzati. Nelle scuole innovative di successo di
tutto il mondo, i test sono stati sostituiti da tecniche personalizzate di
valutazione che consentono agli studenti di trovare la propria direzione. Il
risultato naturale di questa pratica è lo sviluppo dell’auto conoscenza,
dell’auto disciplina e di un genuino entusiasmo per l’apprendimento. Noi
richiediamo un’applicazione più estesa dell’immensa conoscenza che ora
abbiamo degli stili di apprendimento, dell’intelligenza multipla e delle basi
psicologiche dell’apprendimento. Non ci sono più attenuanti per imporre
compiti, metodi e materiali di apprendimento di massa dal momento che sappiamo
che ogni gruppo di studenti avrà bisogno di apprendere in modi diversi,
attraverso differenti strategie e attività. Il lavoro che è stato fatto sulla
molteplicità delle intelligenze diversificate, dimostra che un’area di forza
come la ginnastica, la musica o la visualizzazione spaziale, può contribuire a
rafforzare aree di debolezza come il campo linguistico o quello matematico
logico e viceversa.
Noi
mettiamo in discussione il valore di classificazioni educative come ad esempio
“ottimo”, “insufficiente” o “scarso”. Gli studenti di tutte le età
si differenziano enormemente su tutta una gamma di attitudini, talenti ,
inclinazioni e conoscenze di base. L’assegnazione di queste etichette non
descrive il potenziale personale dello studente, ma lo pone in relazione alle
attese arbitrarie del sistema. Il termine “scarso” è particolarmente
pericoloso: serve a giustificare gli obiettivi omogenei e competitivi del
sistema educativo ignorando le esperienze e le percezioni personali che sono
soggiacenti a ogni difficoltà particolare dello studente. Noi suggeriamo invece
una trasformazione della scuola, al fine di rispettare l’individualità di
ciascuno, così da costruire una vera comunità di apprendimento nella quale le
persone imparino a sfruttare positivamente le differenze esistenti tra
loro, nella quale siano educate a valorizzare i loro personali punti
forti e ad aiutarsi reciprocamente. In un tale contesto saranno soddisfatti i
bisogni individuali di ciascuno.
PRINCIPIO
3: IL RUOLO CENTRALE DELL’ESPERIENZA
Noi
sappiamo che i più importanti educatori hanno ripetuto per secoli: “La
formazione è una questione di esperienza”. L’apprendimento è un impegno
attivo e multisensoriale tra l’individuo e il mondo, un contatto reciproco che
rafforza lo studente e rivela la ricca magnificenza del mondo. L’esperienza è
dinamica e sempre in crescita. L’obiettivo dell’educazione deve essere un
nutrimento naturale, una salutare crescita attraverso l’esperienza e non la
presentazione di un “programma” limitato, frammentario, pre digerito come
sentiero verso la conoscenza e la saggezza. Noi crediamo che l’Educazione
dovrebbe legare lo studente alle meraviglie del mondo naturale, attraverso
approcci sperimentali così da immergerlo nella vita e nella natura.
L’Educazione dovrebbe legare lo studente alle attività del mondo sociale,
attraverso dei contatti veri con la vita economica e sociale della comunità.
L’Educazione dovrebbe collegare lo studente con il suo proprio mondo interiore
attraverso l’arte, i dialoghi onesti, tempi di riflessione e di calma: senza
tale interiorità, ogni conoscenza esteriore sarà superficiale e senza
significato.
PRINCIPIO
4: FORMAZIONE OLISTICA
Noi
chiediamo una visione globale del processo formativo e, per ottenere ciö, la
trasformazione delle istituzioni educative e politiche. Una visione globale
implica che ogni disciplina accademica fornisca realmente una diversa percezione
sul ricco, complesso, integrato fenomeno che è la vita. La formazione olistica
celebra l’evoluzione, le visioni alternative della realtà e la molteplicità
delle vie per giungere alla conoscenza e ne fa un uso costruttivo. Non sono
soltanto gli aspetti intellettuali e professionali dello sviluppo umano che
hanno bisogno di essere educati, ma anche gli aspetti fisici, sociali, morali,
estetici, creativi e - in un significato non settanio- spirituali. In aggiunta
alla realtà spirituale, l’educazione olistica prende in esame gli
innumerevoli misteri della vita e dell’universo. L’olismo è un paradigma
che emerge a nuovo, grazie ad un vasto campo di conoscenza. L’olismo afferma
l’interdipendenza intrinseca della teoria evolutiva, della ricerca e della
pratica. L’olismo è incentrato sul postulato che l’universo è un continuum
nel quale tutto è legato insieme. Questo postulato di globalità e di unità è
in opposizione diretta con il paradigma di separazione e di frammentazione
(meccanicistico) che prevale nel mondo contemporaneo. Mettendo l’accento su
una concezione allargata della scienza e delle possibilità umane, l’olismo
corregge lo squilibrio degli approcci riduttivi. L’olismo comporta importanti
implicazioni riguardanti l’ecologia e l’evoluzione planetaria. Queste
implicazioni sono discusse interamente in questo documento.
PRINCIPIO
5: NUOVO RUOLO DEGLI INSEGNANTI
Noi
esigiamo una nuova comprensione del ruolo dell’insegnante. Noi crediamo che
l’insegnamento sia
essenzialmente
una vocazione che richieda una integrazione di sensibilità artistica e pratica
scientifica. Oggi molti insegnanti si sono lasciati coinvolgere dalla
competitività professionale: certificati e abilitazioni delle loro capacità,
riserva tutta professionale di questioni spirituali, morali ed emozionali che
fanno inevitabilmente parte del processo di sviluppo umano. Noi riteniamo al
contrario che gli educatori dovrebbero facilitare il processo di apprendimento
che è un processo organico e naturale e non un prodotto che può essere offerto
su domanda. Gli insegnanti hanno bisogno di autonomia per poter creare e
realizzare degli ambienti di studio appropriati ai bisogni di ognuno dei loro
studenti. Noi richiediamo dei nuovi modelli educativi per gli insegnanti che
comprendano la cultura delle crescita interiore e del risveglio creativo
dell’insegnante. Una volta che gli insegnanti si sono aperti a loro stessi,
possono installare un processo di apprendimento e di co-creatività con lo
studente. L’insegnamento necessita di una estrema sensibilità verso le sfide
dello sviluppo umano e non un kit di metodi e di materiali pre-imballati. Noi
auspichiamo insegnanti che si interessino primariamente degli studenti e
testimonino del rispetti per l’individuo. Gli insegnanti dovrebbero conoscere
ed essere maggiormente attenti a tutti i bisogni degli studenti invece che alle
differenze e alle capacità esistenti fra loro; dovrebbero essere capaci di
rispondere a questi bisogni di tutti. Gli insegnanti devono sempre considerare
ogni individuo all’interno dei contesti familiari, scolastici, della società,
della comunità globale e universale. Noi esigiamo una deburocratizzazione dei
sistemi scolastici affinché le scuole, alla stessa maniera della casa, dei
parchi, del mondo della natura, del mondo del lavoro e di ogni luogo di
apprendimento, possano essere dei luoghi di incontro umano autentico. La
letteratura contemporanea pone l’accento sul rendimento, mettendo
l’insegnante al servizio dei superiori. Noi pretendiamo che, al contrario,
l’insegnante sia prima di tutto al servizio dei giovani che cercano di avere
una comprensione sensata del mondo che essi erediteranno.
PRINCIPIO
6: LIBERTA’ DI SCELTA
Noi
esigiamo delle opportunità di scelte significative per ogni tappa del processo
di apprendimento. Una educazione autentica può nascere solo in una atmosfera di
libertà. La libertà di ricerca, di espressione e di crescita personale sono
necessarie. In generale si dovrebbe permettere agli studenti di fare varie
scelte durante i loro studi. Essi dovrebbero partecipare alla determinazione dei
loro programmi e discipline, in funzione della loro capacità di assumersi una
tale responsabilità. Comunque noi riconosciamo che alcuni approcci
all’istruzione saranno largamente guidati dagli adulti a causa di convinzioni
filosofiche o perché ciò sarà d’aiuto a determinati gruppi speciali di
studenti. Tuttavia le famiglie e gli studenti devono essere liberi di avvalersi
o meno di tali approcci.
Le
famiglie dovrebbero avere la possibilità di poter scegliere i vari sistemi
educativi delle scuole pubbliche. Invece dell’unico sistema attuale che offre
una quantità limitata “d’alternative”, l’educazione pubblica dovrebbe
avere più alternative in modo da non imporre più una cultura omogenea ad una
società diversificata. Noi riteniamo ancora necessario il ruolo della scuola
privata che per la sua flessibilità ha la tendenza ad essere più ricettiva
alle innovazioni avanzate e più capace di incarnare i valori di una religione
particolare o di piccole comunità divenendo molto rassicurante. Infine le
famiglie dovrebbero avere la libertà di poter scegliere per l’educazione dei
loro figli una formazione – in casa – senza interferenze impositive delle
autorità pubbliche. L’educazione - a casa – rinata dalle nuove tecnologie,
ha dimostrato di essere educativamente, socialmente e moralmente uno strumento
di arricchimento per molti bambini e famiglie che hanno scelto modelli di vita
diversi
PRINCIPIO
7: EDUCARE PER UNA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
Noi
richiediamo un modello di educazione realmente democratico per incoraggiare
tutti i cittadini a partecipare in maniera significativa alla vita della comunità
e della terra. Una società realmente democratica significa molto di più che
permettere di votare per i propri eletti, significa incoraggiare gli individui
ad utilizzare la loro potenzialità per rendersi attivi nella vita della comunità.
Una società realmente democratica è più della “legge della maggioranza”;
è una comunità nella quale più voci disparate si fanno valere e dove sono
presi in considerazione i veri problemi umani. E’ una società aperta al
cambiamento costruttivo, allorché sono necessarie sia la trasformazione sociale
che quella culturale: Per realizzare una tale comunità, la società deve
scaturire da uno spirito di collaborazione dei suoi cittadini, una volontà di
comprensione e di compassione delle necessità del prossimo: Deve esistere un
riconoscimento dei bisogni umani comuni che affratellino le persone dei luoghi
vicini, delle nazioni e di tutto l’universo. Da tale riconoscimento scaturisce
la preoccupazione per la giustizia. Per garantire questi alti ideali, i
cittadini devono poter pensare in
modo critico e indipendente. Una vera democrazia dipende da una popolazione in
grado di discernere la verità dalla propaganda, gli interessi comuni dagli
slogan di parte. Nel momento in cui la politica sarà basata sull’ascolto
continuo dell’opinione pubblica, il pensiero critico sarà più vitale per la
sopravvivenza della democrazia. Sono tutte tattiche educative, Pertanto, i
metodi educativi e di apprendimento non possono incoraggiare questi valori a
meno che non li rappresentino dal vivo. Il sistema di studio deve evolversi
intorno all’empatia, alla condivisione dei bisogni umani di giustizia e di
incoraggiamento del pensiero critico e originale. E’ la vera essenza
dell’educazione; è l’ideale socratico che raramente è stato realizzato nei
sistemi educativi.
PRINCIPIO
8: EDUCARE PER LA CITTADINANZA GLOBALE
Noi
crediamo che ognuno di noi – che lo realizziamo o no – sia un cittadino del
globo. L’esperienza umana è molto più vasta dei valori o dei modi di pensare
di una sola cultura. Nella comunità globale che emerge, mai come prima, siamo
messi in contatto con diverse visioni del mondo. Riteniamo sia tempo che
l’educazione favorisca l’apprezzamento della straordinaria differenza
dell’esperienza umana e incoraggi l’emergere delle potenzialità perdute o
per lo meno non impiegate dell’essere umano. In un’era globale,
l’educazione deve accogliere ciò che c’è di più pieno e universalmente
umano nelle giovani generazioni di tutte le culture.
L’educazione
globale è basata su un approccio ecologico che accentua la relazione e
l’interdipendenza della natura, dell’essere umano e della cultura. Essa
incoraggia la presa di coscienza del ruolo dell’individuo nell’ecologia
globale che comprende la famiglia umana, gli altri sistemi della terra e
dell’universo. Uno degli scopi dell’educazione globale è di aprire gli
animi. Ciò si ottiene attraverso studi interdisciplinari ed esperienze che
facilitano la comprensione, attraverso la riflessione, il pensiero critico e
metodi creativi. L’educazione globale ci insegna che ogni educazione e ogni
attività umana si basa su principi che guidano con successo i sistemi
ecologici. Tali principi comprendono l’importanza della diversità, della
cooperazione e dell’equilibrio, i bisogni dei diritti dei partecipanti e la
necessità di rafforzare l’energia all’interno del sistema. La comprensione
delle cause di conflitti e l’esperienza di metodi di risoluzione degli stessi
sono ugualmente delle componenti importanti nell’educazione globale. Nello
stesso tempo, l’approfondimento dei problemi sociali come i diritti
dell’uomo, la giustizia, le pressioni sui popoli e lo sviluppo sono
indispensabili per poter comprendere le cause della guerra e delle condizioni di
pace. Dal momento che le religioni del mondo e le tradizioni spirituali hanno un
grande impatto, l’educazione globale incoraggia la loro comprensione e
apprezzamento, così come quella dei valori universali che esse proclamano:
ricerca del Senso, amore, compassione, saggezza, verità e armonia. Da ciò
l’educazione in un’età globale tratta ciò che è pienamente e
universalmente umano.
PRINCIPIO
9: EDUCARE PER COMPRENDERE LA TERRA
Noi
crediamo che l’educazione debba basarsi organicamente su un profondo rispetto
per la vita sotto tutte le forme. Noi dobbiamo riannodare una relazione tra
l’essere umano ed il mondo naturale che non è stata ancora ben coltivata.
E’ l’uomo della nostra visione per il XXI secolo. Il pianeta Terra è un
sistema estremamente complesso ma è un sistema indivisibile e vivo
fondamentalmente, un’oasi nel grande vuoto dello spazio. Le scienze
post-newtoniane, la teoria dei sistemi e le altre recenti teorie del pensiero
moderno hanno riconosciuto ciò che affermavano già da secoli le antiche
tradizioni spirituali e mitologiche: il pianeta e tutta la vita contenuta in
essa è un tutto interdipendente. Le istituzioni politiche ed economiche devono
a questa interdipendenza un profondo rispetto. Se vogliamo che l’umanità
sopravviva è indispensabile una cooperazione globale ed una sensibilità
ecologica. I nostri bambini hanno bisogno di un mondo sano nel quale vivere,
imparare e crescere. Hanno bisogno di aria pura, acqua pura, luce del sole,
terra sana ed altre forme di vita che comprendano l’ecosistema della terra. Un
pianeta malato non ci permette di avere dei bambini sani. Noi reclamiamo una
educazione che promuova la conoscenza della Terra, che tratti la coscienza
dell’interdipendenza planetaria, del legame diretto tra il benessere personale
e globale, del ruolo dell’individuo e l’importanza della sua responsabilità.
L’educazione deve prendere le sue radici in una prospettiva globale ed
ecologica al fine di coltivare una stima per l’interconnessione di ogni vita
presso le nuove generazioni. L’educazione alla Terra comprende una valutazione
olistica del nostro pianeta e dei processi che garantiscono ogni vita. Al centro
di questi studi si trova la conoscenza dei sistemi fondamentali di mantenimento
della vita, delle correnti di energia, dei cieli, delle interrelazioni e del
cambiamento. L’educazione alla Terra è un tema integrato che comprende la
politica, l’economia, la cultura, la storia e i pensieri di trasformazione
personale e sociale.
PRINCIPIO
10: SPIRITUALITA’ ED EDUCAZIONE
Noi
crediamo che ciascun individuo sia un essere spirituale sotto sembianze umane
che esprime la propria individualità attraverso i suoi talenti, le sue
attitudini, il suo intuito e la sua intelligenza. Così come un individuo si
sviluppa fisicamente, emozionalmente e intellettualmente, ogni persona si
sviluppa anche spiritualmente. L’esperienza e lo sviluppo della spiritualità
si manifestano come connessione profonda verso sé stesso e gli altri, con un
senso di significato e scopo nella quotidianità, con l’esperienza
nell’interezza e nell’interdipendenza della vita, con momenti di pausa
nell’attività frenetica, pressioni e stimoli troppo forti nella vita
contemporanea, con la pienezza dell’esperienza creativa e con un profondo
rispetto per gli innumerevoli misteri della vita. La parte più importante e più
valida della persona è la sua vita soggettiva, sé stesso, altrimenti detta
“l’anima”. L’assenza della spiritualità è un fattore cruciale nei
comportamenti auto-distruttivi. L’abuso d’alcool e di droga, la sessualità
vuota, il crimine e la disgregazione della famiglia derivano da una mancanza di
relazioni, di mistero e di Senso, e rappresentano una fuga dal dolore e la
mancanza di una fonte di pienezza di sentimenti. Noi crediamo che l’educazione
debba alimentare la crescita armoniosa della vita spirituale non facendone
violenza con valutazioni costanti e competitive. Uno di compiti
dell’educazione è di aiutare gli individui a prendere coscienza
dell’interconnessione di tutta la vita. Alla base di questa coscienza si trova
questo principio di etica espresso da tutte le grandi tradizioni del mondo: ciò
che faccio agli altri, lo faccio a me stesso: L’incoraggiamento al potere
individuale è così determinante nel concetto di relazione fra tutte le cose.
Se un individuo è legato ad un altro ed a tutto ciò che lo circonda, allora può
avere ed ha un’influenza importante. Privilegiando questo profondo senso di
relazione verso gli altri e verso la Terra in tutte le sue dimensioni,
l’educazione olistica incoraggia il senso di responsabilità verso sé stessi,
verso gli altri e verso il pianeta. Noi riteniamo che questa responsabilità non
sia un fardello, ma che emerga piuttosto da un sentimento di connessione e di
potenza. La responsabilità individuale, di gruppo e globale si sviluppa
incoraggiando la compassione – questo sentimento che spinge l’individuo a
confrontare le sofferenze degli altri – instillando la convinzione che sia
possibile un cambiamento e offrendo i mezzi per rendere possibili tali
cambiamenti.
CONCLUSIONE
Poiché
siamo nel XXI secolo, molte istituzioni e professioni stanno entrando in un
periodo di trasformazione profonda, noi educatori cominciamo a riconoscere che
la struttura, gli scopi ed i metodi della nostra professione siano stati
disegnati per un periodo storico che si sta per chiudere. E’ venuto il momento
di trasformare l’educazione in modo indirizzare i cambiamenti umani e
dell’ambiente con i quali ci siamo confrontati. Noi crediamo che
l’educazione per questa nuova era debba essere “olistica”. La prospettiva
“olistica” è il riconoscimento che tutte le vite su questo pianeta siano
interconnesse in modo profondo e sottile. La visione del pianeta sospeso nel
vuoto dello spazio, sottolinea l’importanza della prospettiva globale nelle
realtà sociali ed educative. L’educazione deve nutrire il rispetto per la
comunità globale dell’umanità.
L’olismo
enfatizza l’opportunità di creare una società di sostegno, giusta, pacifica
ed in armonia con la Terra e tutte la vita. Ciò implica una sensibilità
ecologica, un profondo rispetto per le culture locali e moderne, e per le
diverse forme di vita del pianeta. L’olismo cerca di ampliare il modo con il
quale guardiamo noi stessi e la nostra relazione con il mondo, per celebrare le
nostre innate potenzialità umane-intuitive, emozionali, fisiche, immaginative e
creative ma anche razionali, logiche e verbali. L’educazione olistica
riconosce che gli esseri umani ricercano un Senso e non solo fatti e attitudini
come aspetto intrinseco del loro pieno e sano sviluppo. Noi crediamo che solo
degli esseri umani e completi di Senso, possano creare una società sana.
L'educazione olistica nutre le più alte aspirazioni dello spirito umano.